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Cappella Sansevero, Corradini, Cristo Velato, Disinganno, Erri De Luca, Giorgio Napolitano, Glossary of musical terminology, lettura, List of Presidents of the Italian Republic, Mergellina, Monte di Dio, MontediDio, Museo Archeologico, Naples, Napoli, Pudicizia, Queirolo, Sanmartino, Totò, via Chiaia, via Monte di Dio, Vomero
Mancavo da Napoli da molti anni. L’avevo visitata distrattamente guidato da distratti napoletani. Il ricordo più nitido era il mare visto dall’alto e dal basso e i nomi di Toledo, Caracciolo, Vomero, Zì Teresa, La Bersagliera, Plebiscito, San Gennaro, Jeppson, Pesaola, Vinicio “Lu Lione “, Mergellina, Beverello ed altri, alla rinfusa, che sono nel bagaglio d’ogni italiano che abbia avuto a che fare con una madre restata sempre un tantino filo-borbonica e l’inesauribile ascolto ed influenza della canzone napoletana; senza considerare lo smodato amore per Totò coltivato fin dalla più tenera infanzia. Ritornarci da adulto, senza paure e pregiudizi, senza guide, andando a spasso con Laurie, americana autentica, senza sapere cosa trovavamo svoltando l’angolo, è stata la scelta, con solo tre tappe obbligatorie: il Museo Archeologico (ancora ho i residui di qualche lacrimuccia di commozione), la Cappella Sansevero (quanta emozione, e stordimento davanti al Cristo Velato di Sanmartino e che commozione sotto la Pudicizia di Corradini e quanto stupore ed incredulità per l’assoluta bellezza del Disinganno nato dall’impossibile mano di Queirolo) e via Caracciolo (non so perchè e non l’ho vista in quattro giorni di permanenza). Appunto, l’ultima mattinata, c’era da vedere il mare da via Caracciolo e gustarsi, con calma la sfogliatella riccia, ultima di una serie d’altre assaggiate, da Pintauro in via Toledo. Pensavamo d’arrivarci da via Chiaia seguendo un’immaginaria mappa mia mentale che ci avrebbe guidato al lungomare. Cammina cammina, senza perdermi d’animo e sempre seguendo un percorso partorito di minuto in minuto dalla mia testa abbiamo cominciato ad inerpicarci su per una salita troppo larga per essere un vicolo e troppo stretta per essere una via ma piena di attrazione. Ero sicuro che alla sua fine avremmo intravisto il mare che cercavamo e man mano che ci camminavamo la sentivo un poco familiare. Quando ho letto il suo nome – Monte di Dio- il sorriso ha compensato la stanchezza e l’ignoranza ha premiato la mia curiosità. La conoscevo quella strada, l’avevo letta ed amata nelle pagine di un libro e poi, quasi al termine di quel sentiero di montagna dritto e composto nella sua schiettezza, incontriamo la bottega in cui s’intravede un pianoforte e ho saputo che lì ci stava l’accordatore silenzioso. Che sbaglio fortunato; avevo una nuova scoperta in tasca e, negli occhi stupiti, l’incredulità, la più vera ma assoluta felice incredulità: un’importante scoperta casuale e molto individuale. Le pagine d’un libro che si fanno, all’improvviso, realtà. Vabbè che ho passato la maggior parte della mia vita letteralmente in mezzo ai libri, vabbè che ho sempre detto a tutti che quando si legge un libro si può entrare in altre vite, in altri luoghi con assoluta semplicità ma perdermi e ritrovarmi piano piano, gradualmente, nelle pieghe di una memoria di pagine riposte in qualche parte del mio cervello è come essere un miracolato. Se poi il luogo in cui ti ritrovi è anche il posto descritto nel libro di un amico scrittore condiviso attraverso una delle mie migliori amiche, posso anche credere che i misteri di certe trasmissione sensazionalistiche televisive non siano imbrogli. Dicevo queste cose a Laurie facendola partecipe del mio stupore quando, arrivati in cima alla salita, senza intravedere la meta, mi metto a leggere i nomi sui campanelli e arrivati davanti alla bottega di un simpatico fruttivendolo gli chiedo se lì vicino ci abita… quello non mi fa finire la frase e dice:- chi u’ Presidente?, sissì sta ccà, dintr a stu purtone- Io non so di quale presidente parla e penso al presidente del Napoli, De Laurentiis così quello, che si accorge della mia perplessità, seguita:- Napolitano, il Presidente Napolitano- Una sferzata di adrenalina mi assale e mentre spiego a Laurie quest’altra sorpresa e casuale scoperta mi lascio sfuggire:- Erri, Erri Deluca, cercavo.- Il fruttivandolo spalanca un sorriso felice e con molta sufficienza mi fa:- ah Erri, e sì, sta pure lui ccà intra a stu palazzo, veramente qua c’abita a surella ma lui ci viene spesso, mo un poco di meno ma lo conosco bene.- Noi ci guardiamo sorridenti ed ancora più stupefatti. Io sono felice, felice e non so perchè. Nulla cambierà nella mia vita, niente che non sia un piccolo miracolo involontario, un caso. Ma è un caso accaduto a me che sono stato libraio lettore e che ora sono solo un libero lettore disincantato e diffidente che legge solo per il piacere di trovarsi dentro altre vite e in altri posti per vivere tempi, modi, gusti, profumi e suoni di carta e di piombo. Di Napoli ricorderò tante cose, tanti sapori, tanta bellezza e alcuni incontri lunghi e, per me, straordinari come quello con u’ professore avvenuto nella sua bottega orafa in via Chiaia che mi ha raccontato tante storie dei vicoli, dei coralli, della Pizza e della Mozzarella, dei fetenti e veraci storie napoletane lasciandomi nel rimpianto di aver compreso solamente il venti per cento di quel che appassionatamente ci raccontava e commuovendomi quando, nel lasciarlo, ci ha richiamato indietro per regalarci un cornetto di corallo ciascuno. Ma sopra ogni cosa ricorderò quello che non essendo sogno è stato un sogno ad occhi aperti che ogni amante delle pagine scritte vorrebbe anche solo sognare: ritrovarsi come per incanto in mezzo ad un libro, nella strada e fra i suoni scritti dall’autore Erri De Luca con il di più di scovare la casa dov’e vissuto e quella del Presidente della Repubblica Italiana.